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Mancano 500mila euro

Lo scandalo "rimborsopoli" che ha coinvolto il Movimento 5 Stelle si allarga sempre di più.

Dopo i primi due casi sollevati dalla trasmissione "Le Iene", riguardanti il deputato Andrea Cecconi e il senatore Carlo Martelli, si vocifera di una decina di parlamentari tra i pentastellati che avrebbero dichiarato di aver restituito più rimborsi elettorali di quanti effettivamente versati.

In particolare, il "buco" nei contributi dedicati alle piccole e medie imprese sfiorerebbe il mezzo milione di euro.

Lo staff dei Cinquestelle sta facendo le dovute verifiche e per ora è certo che l’ammanco è «più grande» di quanto finora emerso anche sulla stampa.

Senz’altro la cifra supera i 300mila euro e potrebbe raggiungere il mezzo milione.

Con chi non ha restituito i rimborsi i vertici Cinquestelle promettono la linea dura, "come con Cecconi e Martelli", che hanno già annunciato le loro dimissioni in caso di elezione - piuttosto probabile, vista la posizione in lista - alle prossime Politiche.

Intanto si registra la presa di posizione del sindaco di Parma ed ex Cinquestelle Federico Pizzarotti: "E' paradossale il fatto, come ha ammesso lo stesso Di Maio, che non ci sia nessuno a controllare - ha detto il sindaco - In altri casi sono stati così solerti forse perché erano persone che andavano allontanate perché non utili al loro sistema, e invece ora sono lenti a deferire ai probiviri".

"Vuoi governare l’Italia e non sei capace di incrociare i dati dei bonifici fatti con quelli dichiarati? - si chiede Pizzarotti - Non hai mai controllato ricevute e rendicontazioni, né che i bonifici fossero arrivati a buon fine?».

Tuttavia il sindaco di Parma è convinto che tutto ciò non verrà pagato nelle urne: "Ci sarà una difesa di ufficio, si dirà che 'la stampa è brutta e cattiva'.

È colpa anche della stampa che dovrebbe dare peso alle cose importanti e meno peso a quelle meno importanti che a volte sono state enfatizzate".

*www.iltempo.it

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