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Noi siamo quel carabiniereCosa non funziona in Italia

di Alessandro Sallusti*

Un gioielliere rischia il carcere perché ha sparato e ucciso un rapinatore.

Un Paese in cui non puoi difendere i tuoi beni e te stesso da un bandito ma puoi menare a sangue un carabiniere.

Un figlio di buona donna, camuffato da pacifico manifestante, ha preso a calci e sprangate un carabiniere (il militare poteva anche morire) e nonostante sia stato inquadrato dalle telecamere, e quindi identificabile, è a piede libero.

Ecco cosa non funziona in Italia, ecco i risultati della pericolosa ideologia che ha inquinato il nostro Paese. Un Paese in cui non puoi difendere i tuoi beni e te stesso da un bandito ma puoi menare a sangue un carabiniere.

Dove √® il presidente del Consiglio, dove il ministro degli Interni, dove quella della Difesa? Sono a fare campagna elettorale contro ¬ęrazzismi¬Ľ e ¬ęfascismi¬Ľ, due emergenze che esistono solo nella loro testa.

Incriminiamo chi spara a un rapinatore e lasciamo a piede libero chi sfila con striscioni e intona cori che inneggiano alle foibe, la pi√Ļ grande strage di italiani innocenti compiuta dai comunisti e dai partigiani.

Che cosa sarebbe successo se quei canti avessero esaltato i campi di sterminio nazisti, offeso i neri o la Boldrini?

Io sono sicuro che sarebbe successo, giustamente, il finimondo.

Si sarebbero mossi prefetti e questori, politici e opinionisti, forte sarebbe arrivata agli italiani la nota di sdegno del presidente Mattarella.

Solo gli infoibati, evidentemente, possono essere vigliaccamente derisi e insultati, solo i carabinieri sprangati, solo chi si difende punito.

Adesso a sinistra tutti a dire che loro con quella piazza violenta non c'entrano.

Ma chi nelle città coccola e protegge gli abusi dei centri sociali?

Per anni, a Milano, Pisapia ha giustificato di tutto e di pi√Ļ, a Napoli il sindaco De Magistris li ha elevati a primi interlocutori istituzionali. Tutti a difendere gli immigrati a prescindere dai fatti, a urlare al rischio fascista.

E intanto i loro amici hanno mano libera su qualsiasi cosa passi loro per la testa.

Diamo la caccia alle effigi di Mussolini e lasciamo le spranghe in mano a comunistelli da quattro soldi.

Facciamo le leggi per punire chi fa un saluto fascista in un cimitero e non per punire l'illegalità in cui vivono e operano i centri sociali.

Il rischio che corriamo non è il ritorno del fascismo, ideologia morta e sepolta, ma il permanere del comunismo violento. Quando lo capiranno non sarà mai troppo tardi.

*www.ilgiornale.it  

tutti pazzi per la Civita

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