La giornalista Barra bocciata in italiano

La giornalista alla fine fa il refuso. E che refuso.

Sul proprio manifesto elettorale, Francesca Barra, uno dei volti nuovi tra le candidature del Pd, fortemente voluta in lista dal segretario Matteo Renzi, inciampa sugli apostrofi.

Non parla italiano

di Francesco Maria Del Vigo*

Non ho grandi pretese. Non mi pare una richiesta esagerata.

Ma le rivoluzioni si fanno un po’ per volta, anche con piccoli gesti.

Grandi aspettative e grandi flop

La storia del cinema insegna che a un grande successo può seguire un grande tonfo.

The Lone Ranger e Un weekend da bamboccioni 2, per esempio, sono i favoriti per la peggior pellicola dell'anno ai Razzie Awards, che si celebrano come di consueto un giorno prima degli Oscar e che al contrario delle ambite statuette d'oro premiano i film più brutti dell'anno.

I fini dicitori

Questa mattina, 7 maggio 2013, il premier Enrico Letta ha convocato una riunione.

Il messaggio recitava così: "Domenica e lunedì 24 ore di ritiro,in un'abazia in Toscana,solo i ministri.Per programmare,conoscersi,"fare spogliatoio".Ognuno paga per se".

Poche e semplici parole. Niente di strano, dunque, se non fosse per un paio di errori ortografici e grammaticali e la quasi inesistenza degli spazi nel testo.

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Lo Spending review, questo sconosciuto

La traduzione dall’inglese della dicitura 'Spending Review' significa “revisione della spesa” e nella finanza italiana è stata introdotta dall’allora Ministro dell’Economia Padoa Schioppa, facente parte dell’esecutivo nel Governo Prodi.

In pratica si tratta dell’analisi dei capitoli di spesa nell’ambito dei programmi delle attività da attuare da parte dei singoli dicasteri al fine di individuare le voci passibili di taglio, per evitare inefficienze e sprechi di denaro.
Il focus di questa azione di bilancio è quello di pervenire a un più efficiente controllo
nell’utilità effettiva della spesa pubblica.