Scade il prossimo 31 luglio il bando per l'impiego di volontari in Servizio Sociale nella Provincia di Bolzano, aperto a tutti coloro che abbiano compiuto 28 anni.

Possono prestare servizio sociale volontario le persone over 28 residenti in Alto Adige, con cittadinanza italiana o di un altro Stato membro dell'Ue.

La durata del servizio sociale volontario è di 8 mesi, 16 mesi o al massimo 24 mesi.

La prestazione settimanale delle persone in servizio sociale volontario è stabilita in 40, 30 oppure 20 ore.

Per le persone che prestano servizio sociale volontario a 40 ore settimanali il rimborso spese è di 450 euro, 400 nel caso di 30, e 360 per 20 ore.

Possono impiegare volontari in servizio sociale le organizzazioni e gli Enti, pubblici e privati senza scopo di lucro, che svolgono un'attività continuativa da almeno tre anni in uno o più dei settori d'impiego previsti e con possibilità d'impiego proporzionate ai progetti ed interventi previsti.

L'impegno dei volontari in servizio sociale avviene nei settori assistenza sanitaria e sociale; reinserimento sociale e interventi di emergenza; educazione, servizio giovani e promozione culturale; tutela del patrimonio ambientale ed artistico; protezione civile; tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti; cooperazione allo sviluppo ed interventi di pacificazione tra i popoli; attività di tempo libero e di educazione sportiva.

Le domande vanno presentate all'Ufficio Provinciale Affari di Gabinetto, Palazzo provinciale Via Crispi, 3, Bolzano.

Per ulteriori informazioni visitare il sito www.provincia.bz.it/serviziocivile.res/cam/bra (ASCA)

Eroe. Nasce il 4 febbraio 1875 ed ivi vi muore il 12 luglio1916.


Si dedica, in Trentino e in Alto Adige, territori allora dell'Impero Austro-Ungarico, ad una intensa attività politica, conciliando gli ideali irredentisti e quelli socialisti.

Nel 1896 fonda il settimanale "L'avvenire del lavoratore".

Si batte per la creazione di una università italiana a Trento.

Nel 1911 viene eletto deputato al parlamento viennese.

Nello stesso parlamento sostiene apertamente e con numerosi interventi l'impossibilità di una soluzione del problema trentino nel quadro dell'impero Asburgico.
Si sposa con Ernesta Bittanti, nata Cremona, in Lombardia, dalla quale ha tre figli: Luigi, Livia e Camillo.

Il 17 agosto 1914, appena due settimane dopo lo scoppio della guerra austro-serba, abbandona il territorio austriaco e ripara in Italia.

Diventa subito un propagandista attivo per l'intervento italiano contro l’Impero Austro-Ungarico, tenendo comizi nelle maggiori città italiane e pubblicando articoli interventisti su giornali e riviste.

Il 24 maggio 1915, l’Italia entra in guerra. Battisti si arruola volontario e viene inquadrato nel Battaglione Alpini Edolo.

Nell’agosto del 1915, per il suo sprezzo del pericolo in azioni arrischiate riceve un encomio solenne.

Il 10 luglio il Battaglione Vicenza, formato dalle Compagnie 59ª, 60ª, 61ª e da una Compagnia di marcia comandata da Cesare Battisti, di cui è subalterno anche il sottotenente Fabio Filzi, riceve l'ordine di conquistare il Monte Corno, sulla destra del Leno, in Vallarsa, occupato dalle forze austro-ungariche.

Nelle operazioni, molti Alpini cadono sotto i colpi austriaci, mentre molti altri sono fatti prigionieri.

Tra questi ultimi si trovavano anche Fabio Filzi e Cesare Battisti stesso che, dopo essere stati riconosciuti, sono tradotti e incarcerati a Trento.

La mattina successiva Battisti, insieme a Fabio Filzi, viene trasportato attraverso la città a bordo di un carretto, in catene e circondato da soldati, al Castello del Buon Consiglio.

 Durante il percorso numerosi gruppi di cittadini e milizie, aizzati anche dai poliziotti austriaci, lo fanno bersaglio di insulti, sputi e frasi infamanti.

Durante il processo non si abbassa mai alle scuse, né rinnega il suo operato; ribadisce invece la sua piena fede all'Italia.

Respinge l'accusa di tradimento a lui rivolta e si considera a tutti gli effetti un soldato catturato in azione di guerra.

Alla pronunzia della sentenza di morte mediante capestro per tradimento, Battisti prende la parola e chiede invano di essere fucilato invece che impiccato, per rispetto alla divisa militare che indossa.

Il giudice gli nega questa richiesta e procede invece a far acquistare alcuni miseri indumenti da fargli indossare, dando seguito alla sentenza.

L'esecuzione ha luogo il 12 luglio 1916 nel cortile interno del castello del Buon Consiglio a Trento, (La fossa dei Martiri).